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Copertina flessibile – 191 Pagine

Questo libro racconta la vita straordinaria di un uomo che fu santo e nel contempo filosofo e scrittore, un uomo che con il suo esempio e il suo messaggio di pace e buona volontà, ha trasformato la vita di molti.

A settant’anni lasciò la sua terra natale, attraversò l’oceano e con grande umiltà e fermezza, innescò una rivoluzione nelle coscienze, lasciando un segno indelebile nella nostra società e in quelle future.

La cosa più importante, che andava al di là delle nostre differenze tanto da superarle tutte, era il senso di dolcezza che emanava, una dolcezza libera da ogni egoismo, una sorta di devozione assoluta.

E’ questo l’aspetto che mi ha sempre conquistato, nonostante le mie domande intellettuali e i dubbi, o anche i miei cinici punti di vista dettati dall’ego, in sua presenza si avvertiva una specie d’incanto, dovuto alla sua totale dedizione, che dissipava ogni conflitto.

Anche se non ero sempre d’accordo con lui, ero felice di stare in sua compagnia.

(Allen Ghinsberg)

Era molto amichevole e recitava sempre il Santo Nome, invitandomi a cantare Hare Krishna il più possibile, penso che quando si inizi a farlo se ne comprenda il beneficio.

Con lui si parlava solo di servizio di devozione e questo mi piaceva moltissimo.

Penso che sia parte integrante della spiritualità: più un devoto sa, più si rende conto di essere un servitore, meno sa, più pensa di essere un dono di Dio al mondo.

Benché fosse chiaro che era una persona di grande potenza e levatura spirituale, conservava sempre la sua umiltà e questo per me è molto importante, perché più che le parole, s’impara dall’esempio.

(George Harrison)

Note sull’Autore


Satsvarupa dasa Goswami è nato a New York il 6 dicembre del 1939, ha frequentato le scuole statali e si è laureato in lettere al Brooklyn College nel 1961, è stato per due anni giornalista presso la Marina degli Stati Uniti e per tre anni assistente sociale a New York.

Nel luglio del 1966 incontra Sua Divina Grazia A.C.Bhaktivedanta Srila Prabhupada dal quale riceve l’iniziazione nel settembre dello stesso anno, inizia quindi a produrre articoli per “Back to Godhead” la rivista del Movimento Hare Krishna, diventandone il capo redattore.

Nel maggio del 1972 gli viene conferito da Srila Prabhupada il sannyasa (ordine di rinuncia) ed inizia a viaggiare negli Stati Uniti tenendo conferenze nei college e nelle università.

Nel gennaio del 1974 diventa segretario personale di Srila Prabhupada e lo accompagna nei suoi viaggi in India ed in Europa.

Nel 1976 pubblica “Readings in Vedic literature” un resoconto conciso sulla tradizione Vedica, che è stato tradotto in molte lingue ed utilizzato in corsi universitari.

Continua a scrivere libri basati sugli insegnamenti di Srila Prabhupada e viaggia predicando in tutto il mondo.

Conferenze sul tema

Un santo cammina tra noi

Message from . 16 Agosto 2020. Category: un santo cammina tra noi

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Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Srila Prabhupada, Fondatore-Acarya del Movimento Internazionale per la Coscienza di Krishna -ISKCON-.

A.C. Bhaktivedanta Swami Srila Prabhupada nasce a Calcutta nel 1896. Riceve dai suoi genitori il nome bengali Abhay Charan De: “senza paura avendo preso rifugio ai piedi di loto del Signore”. Nato in una famiglia di vaisnava, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada respira fin dai suoi primi istanti di vita un’atmosfera spirituale. Abhay Charan De partecipa in modo attivo al movimento di non-violenza di Gandhi.

L’anno 1922, in cui termina gli studi all’Università di Calcutta, segna una svolta nelle sue attività con l’incontro di colui che dovrà diventare il suo maestro spirituale, Sua Divina Grazia Sri Srimad Bhaktisiddhanta Saraswati Gosvami Maharaja, fondatore della Gaudiya Matha, che moltiplicava allora i suoi centri (se ne contano 64 nel 1922) in India, ma anche a Londra e a Berlino. Srila Bhaktisiddhanta Saraswati, che apprezza la personalità del giovane e intuisce le sue doti, gli affida il compito di diffondere in Occidente la filosofia della Bhagavad-gita. 

Nel 1933 Abhay Charan De è formalmente iniziato da Srila Bhaktisiddhanta Saraswati, che nel 1936, poco prima di lasciare questo mondo, gli ricorda il suo desiderio di vederlo trasmettere il messaggio della Bhagavad-gita ai paesi occidentali.

Nel 1947 l’Istituto della Gaudiya Vaisnava lo riconosce come Bhaktivedanta. Nel 1959 accetta il sannyasa, l’ordine di rinuncia; il suo antico nome viene sostituito allora col tradizionale titolo di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.

Si reca a Vrindavana, villaggio che vide manifestarsi, 5000 anni fa, i giochi d’infanzia e i divertimenti di Sri Krishna. Là, nella sua piccola stanza del Tempio di Radha-Damodara, traduce dal sanscrito e commenta in inglese il primo Canto dello Srimad Bhagavatam e altri Testi sacri.

Pile di quaderni, di taccuini e persino di fogli di giornale, di cui utilizza le parti bianche, si coprono, pagina dopo pagina, di traduzioni e di commenti. Oltre a questo grande lavoro, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada continua la pubblicazione di una rivista in inglese, Back to Godhead, che ha fondato nel 1944. Redattore, finanziatore, tipografo, s’incarica anche di distribuirla. Una volta alla settimana prende la strada di Nuova Delhi con le braccia cariche di Back to Godhead. Entra nei saloni da tè, si siede senza neanche prendere un bicchiere d’acqua e spesso conversa fino a sera tardi con la gente, discorrendo sulla scienza della Bhagavad-gita e distribuendo i suoi Back to Godhead.

Nel 1965 s’imbarca su una nave mercantile in rotta verso gli Stati Uniti. I suoi manoscritti e i suoi libri più 40 rupie sono tutta la sua fortuna. Si stabilisce a New York dove presto numerosi giovani e anche meno giovani sentiranno il fascino della sua personalità; cominciano a cantare con lui i mantra vedici e assistono alle sue conferenze sulla Bhagavad-gita in un negozietto abbandonato della Seconda Avenue. Sempre ansioso di continuare le sue traduzioni dei testi vedici, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada si riposa solo dalle dieci di sera alle due di mattina. Il termine “traduzione” è la parola adatta perché, mentre numerosi altri hanno adattato più che tradotto i testi sanscriti secondo le proprie interpretazioni, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada si preoccupa sempre di riportare, in tutte le sue opere, dapprima il verso sanscrito originale, poi la suatraslitterazione in caratteri romani, la traduzione parola per parola e la traduzione letteraria; soltanto allora ne precisa il contenuto e il significato, ma sempre secondo gli insegnamenti delle Scritture. Si può cosí facilmente verificare se le traduzioni che propone sono autentiche, come vuole la tradizione vaisnava, che perpetua questo modo di esporre per mantenere la trasmissione scientifica delle Scritture, senza aggiunte personali.

A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada è considerato oggi il maestro di filosofia vedica più importante, e anche il più letto. Ha pubblicato numerose opere essenziali, come la Bhagavad-gita, lo Srimad Bhagavatam, la Sri Isopanisad, L’insegnamento di Sri Chaitanya Mahaprabhu, Il nettare della devozione, Il libro di Krishna, la Chaitanya Caritamrita. Tra queste opere, lo Srimad Bhagavatam merita un’attenzione particolare perché costituisce il commento del Vedanta Sutra, entrambi compilati da Srila Vyasadeva, l’autore che mise per iscritto i Veda. Lo Srimad Bhagavatam, o Bhagavata Purana, è un capolavoro di 18.000 versi, che rivela l’aspetto personale della Verità Assoluta e racchiude tutte le informazioni necessarie a stabilire una società cosciente di Krishna nell’ambito della vita familiare, del governo, delle scienze, delle arti, ecc. A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada ha lavorato assiduamente alla pubblicazione di quest’opera fino agli ultimi istanti della sua vita nell’ardente desiderio di far conoscere al mondo occidentale “il frutto maturo dell’albero della conoscenza vedica”.

Instancabilmente, egli ha anche viaggiato da un capo all’altro della Terra rivolgendosi ogni giorno a un vasto pubblico, e con costanza ha istruito i suoi discepoli affinché la saggezza vedica, nella sua purezza originale, possa, attraverso loro, essere offerta a tutti. Dal 1967 al 1977, negli ultimi dieci anni del suo soggiorno terreno, A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada fondò più di novanta centri per la coscienza di Krishna nelle maggiori città del mondo, dove i suoi numerosi discepoli conducono una vita semplice e sana, le cui strutture sono rigidamente conformi agli insegnamenti dei testi sacri. Ogni giorno svolgono svariate attività, tengono programmi, conferenze, ecc., tutti basati sulla coscienza di Krishna. Secondo la norma vedica, un maestro spirituale è colui che ha realizzato il sapere attraverso una successione di maestri e i cui insegnamenti non deviano mai, neanche nel minimo particolare, da quelli delle Scritture e dei maestri spirituali precedenti. A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada è il trentaduesimo anello della Brahma-Gaudìya-sampradaya, successione di maestri spirituali che risale a Sri Krishna stesso. Non ha quindi “inventato” qualche religione o qualche nuovo metodo di realizzazione spirituale, ma ha voluto semplicemente far conoscere al mondo la saggezza vedica nella sua forma pura.

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