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Meditazione sul santo nome

 

Mantra Yoga: la connessione e il risveglio

I nomi di Dio, come tutto ciò che si riferisce a Lui, sono di natura spirituale ed assoluta e hanno quindi il potere di collegarci con la realtà trascendentale, che si trova al di là della materia e della quale anche noi siamo parte.

Dio ha differenti nomi, rivelati in diverse tradizioni religiose, come Krishna, Rama, Allah, Yahweh, Buddha ed altri ancora. Recitare i nomi di Dio (mantra) è un’attività molto purificante che ci eleva ad un livello di coscienza spirituale.

Ogni essere vivente è un essere spirituale che è entrato in un corpo materiale; il legame tra l’essere spirituale (l’anima) ed il corpo si stabilisce grazie alla coscienza che, emanando dall’anima stessa, pervade tutto il corpo e gli dà vita.

Ciascuno di noi è cosciente del proprio corpo, che indossa come un vestito, ma la nostra vera natura è diversa poiché siamo l’anima spirituale che si trova all’interno.

La recitazione e l’ascolto dei nomi di Dio e del maha-mantra Hare Krishna risveglia la nostra vera natura ed identità. Questa pratica non è affatto un’imposizione artificiale sulla mente, ma una purificazione graduale della coscienza dai condizionamenti.

Il risultato della pratica è il risveglio della propria natura originale: quella di esseri spirituali eterni, servitori amorevoli di Dio (Krishna).

Come si medita?

Per facilitare la meditazione sul mantra si utilizza un japa-mala, una corona di perline fatte con un legno sacro. Il japa-mala è composto da 108 grani e da uno più grande che di solito si distingue per la presenza di un ciuffetto di cotone e sul quale non si recita il mantra, si comincia dal grano immediatamente successivo.

Essendo il japa-mala un oggetto sacro, va trattato con rispetto evitando di portarlo o di appoggiarlo in luoghi impuri come ad esempio il bagno o il pavimento.

Per ricevere la capacità di recitare puramente il maha-mantra Hare Krishna, è molto propizio invocare prima la misericordia e le benedizioni del Signore Caitanya e dei Suoi compagni (che sono considerati le incarnazioni più misericordiose) recitando il Panca-tattva mantra, composto dai Loro nomi divini:

Jaya Sri Krishna Caitanya, Prabhu Nityananda,
Sri Advaita Gadadhara, Srivasadi Gaura-bhakta-vrnda

Ora, tenendo ogni grano tra il pollice ed il medio della mano destra, recita con voce udibile scandendo chiaramente le singole sillabe del maha-mantra e concentrando la mente sulla vibrazione sonora:

Hare Krishna Hare Krishna, Krishna Krishna Hare Hare,
Hare Rama Hare Rama, Rama Rama Hare Hare

Recita il mantra su ogni grano, fino ad averli esauriti tutti e 108, finchè arrivi al grano più grande, qui avrai terminato il primo giro. Ora gira e ricomincia nella direzione opposta il secondo giro recitando su ognuno dei 108 grani il maha-mantra e continua.

La cosa più importante è pronunciare distintamente i Nomi, concentrandosi nell’ascolto della vibrazione sonora. Il mantra deve essere recitato con attenzione e in un’attitudine di rispetto.

Stabilisci un numero di giri giornaliero a seconda delle tue oneste capacità, cercando gradualmente di aumentare il tempo dedicato alla pratica.

Srila Prabhupada ha raccomandato, per coloro che desiderano essere iniziati da un maestro, di recitare almeno 16 giri al giorno.

All’inizio sarà difficile recitare molti giri, ma dobbiamo sempre ricordare che la qualità è più importante della quantità.

Man mano che procedi nella purificazione spirituale, svilupperai più gusto per la pratica e diventerà naturale aumentare il numero dei giri.

Il canto del Maha-Mantra

Per ispirarti nel canto del maha-mantra, ascolta A.C.Bhaktivedanta Swami Srila Prabhupada.

 

Ora puoi iniziare!

La prima cosa che dobbiamo fare al mattino appena svegli è cominciare immediatamente a cantare i Santi Nomi del Signore: è essenziale.

Dovremmo essere molto determinati a prendere rifugio nel Santo Nome, cantando non in modo ritualistico e casuale, ma con l’atteggiamento di voler prendere rifugio, perché Krishna è nel Suo Nome; dovremmo sederci e fissare realmente la nostra attenzione sul nome di Krishna, lasciando che questo Nome purifichi i nostri cuori; niente intorno a noi dovrebbe disturbarci in alcun modo. In realtà dovremmo cantare sul nostro japa-mala evitando accuratamente di avere qualsiasi altra cosa da fare durante il canto, altrimenti non lo si può fare con attenzione.

 

Krishna Si rivela secondo il modo in cui ci rivolgiamo a Lui: se facciamo molte altre cose mentre cantiamo sul japa-mala, anche il Nome di Krishna farà molte altre cose invece di rivelarSi a noi. Perciò dovremmo solo sederci e cantare e lo dovremmo fare in quel momento della giornata in cui può essere per noi l’unica priorità.

 

Con il canto ci purifichiamo da tutto ciò che occupa la nostra mente: ad ogni sillaba di ogni Nome dovremmo desiderare molto intensamente di purificare la nostra mente concentrandola sulla vibrazione sonora. Il Nome di Dio è potente quanto il fiume Gange: esso lava il cuore da tutte le inclinazioni a peccare, da tutti gli attaccamenti dannosi.

 

Krishna è una Persona e il Suo nome è una Persona: quando cantiamo trattiamo direttamente con una Persona, non con una vibrazione, perciò dovremmo cantare con molto rispetto, con grande attenzione desiderando di soddisfare Quella Persona. Se siamo coscienti di questa realtà, di questa verità, come sarà meraviglioso il nostro canto, come sarà sincero e pieno di devozione!

 

Se cantiamo veramente in uno stato di coscienza pura, allora siamo direttamente al cospetto di Radha e Krishna, del Loro seguito, di tutti gli acarya e di tutti gli altri in uno scambio reciproco.

Considerate questo maha-mantra come tutta la vostra vita, da cantare con grande attenzione e con sentimento, avendo fede che questo maha-mantra è la medicina che porterà via dal cuore tutte le malattie dovute all’ignoranza, che questo maha-mantra

Hare Krishna Hare Krishna, Krishna Krishna Hare Hare,
Hare Rama Hare Rama, Rama Rama Hare Hare

è il mezzo per trasportare la vostra coscienza verso l’eterno regno spirituale di Vrindavana.”

(Tratto da una riflessione di Radhanath Swami)

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