“L’essere vivente è incapace di rimanere inattivo anche solo per un istante. Deve agire, pensare o parlare continuamente. I materialisti, generalmente, pensano e discutono solo di cose che procurano soddisfazione ai sensi. Ma pensieri e parole materiali, dettati dall’energia esterna e illusoria, non procurano loro nessuna vera soddisfazione, anzi li assillano con preoccupazioni e angosce.

Tutto questo è detto maya, ‘ciò che non è’, illusione. Ricercano la soddisfazione, ma in cose inadatte a procurarla. Narada Muni, alla luce della sua esperienza personale, dichiara che questi esseri, frustrati dai piaceri materiali, troveranno la vera felicità nella costante glorificazione dei divertimenti del Signore. Si deve solo cambiare l’oggetto dei propri pensieri e parole.

Nessuno può impedire a se stesso o agli altri di pensare, sentire, volere o agire. Se si desidera però conoscere la vera felicità è necessario cambiare l’oggetto dei propri sensi, parole e atti. Invece di discutere dell’attività politica di un comune mortale sarebbe certamente preferibile conversare direttamente di quella del Signore. E invece di dilettarsi delle avventure delle stelle del cinema sarebbe infinitamente meglio volgere la propria attenzione ai divertimenti del Signore con le Sue compagne eterne, le gopi e le Laksmi.

Grazie alla Sua misericordia incondizionata, il Signore onnipotente discende sulla Terra e rivela i Suoi divertimenti, in un certo senso paragonabili alle attività degli uomini attratti dai piaceri di questo mondo. Ma i Suoi divertimenti rimangono straordinari perché Egli è onnipotente. E il Signore li rivela per il benessere delle anime condizionate, affinché volgano a Lui la loro attenzione. L’essere condizionato potrà così elevarsi a poco a poco al piano trascendentale e attraversare senza difficoltà l’oceano dell’ignoranza, fonte stessa di ogni sofferenza.”

(Srimad-Bhagavatam, 1.6.34)

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