Nella Caitanya-caritamrita Krsnadasa Kaviraja elogia Sri Caitanya Mahaprabhu perché possiede la Krishna-sakti, il pieno potere di Krishna. Egli infatti consegna l’amore di Dio a tutto il mondo. Viaggiando in tutto il mondo anche Srila Prabhupada stabilisce in modo simile la sua Krishna-sakti, perché dovunque egli e il suo movimento si sposti, gli abitanti del luogo assumono il kali-kalera-dharma, il metodo di pura religione progettato per l’umanità nell’era di Kali [l’era attuale]. Indurre le persone colpevoli, appartenenti a culture colpevoli, ad assumere la pura coscienza di Krishna non è qualcosa che un “uomo vecchio” o un “uomo comune” può fare.

Gli sastra [Scritture rivelate] descrivono le anime condizionate nel loro errare attraverso il mondo materiale; trasmigrano da un corpo all’altro senza sosta. In ogni specie di vita esse soffrono la nascita, la malattia, la vecchiaia e la morte. Poiché si tratta di milioni di desideri e di milioni di specie di vita in cui i desideri possono essere appagati, non vi è molta speranza che l’anima possa finire il suo viaggio da un corpo all’altro, da una vita all’altra.

Inoltre, poiché, soprattutto nella forma umana, l’anima commette molte azioni detestabili contro la volontà di Dio, il jiva [anima individuale] prende di nuovo nascita e di nuovo soffre le reazioni per le pene che ha causato ad altri. Questa è la rigida, inflessibile legge di natura.

[…] Tuttavia la predica di Srila Prabhupada racchiudeva in sé la potenza di liberare ogni persona da tali perpetue sofferenze, e questo è il vero significato del viaggio di Prabhupada. Non comprendendo la realtà del karma e il potere di liberare dal karma del puro devoto, le persone nel migliore dei casi consideravano Prabhupada il rappresentante pio di una religione indiana. Krishna dichiara nella Bhagavad-gita:

“Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me. Io ti libererò da tutte le reazioni del peccato, non temere.”

Tuttavia è soltanto con l’intervento misericordioso del puro devoto che Krishna perdona le nostre colpe, e poiché la maggioranza delle persone non cerca sollievo, a meno che un puro devoto non venga a liberarle, ne consegue che la loro situazione è disperata.

Se dall’esterno può sembrare che Srila Prabhupada soffra a causa della vecchiaia e dei suoi continui viaggi o se talvolta Prabhupada si descrive come un uomo vecchio inadatto per tali viaggi così inclementi, noi dobbiamo considerare ciò come un’ulteriore indicazione che Srila Prabhupada sopportava molte austerità per diffondere il messaggio di Krishna in tutto il mondo. Egli internamente stava sempre pensando a Krishna, e per questa ragione non era disturbato. L’ordine del suo maestro spirituale lo spingeva a viaggiare.

I suoi viaggi infatti portarono grandi frutti tanto che dal 1975 egli viaggiava non come un pioniere isolato, ma come fondatore-acarya di un’ampia religione mondiale. L’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna era sempre più apprezzata come movimento di puro servizio devozionale a Dio, un movimento accessibile agli uomini di tutte le religioni e Paesi che aspirassero all’adorazione pura e al puro servizio a Dio, la Persona Suprema.

Come rappresentante autorizzato di Sri Caitanya, Srila Prabhupada era dotato di una speciale abilità di penetrare nella grande benevolenza e compassione di Sri Caitanya nel liberare le anime cadute. Com’è affermato nel Brihan-naradiya Purana: “Soltanto col canto del santo nome, soltanto col canto del santo nome, soltanto col canto del santo nome le persone dell’età di Kali possono essere salvate. Non c’è altro modo.” Prabhupada realizzò questo verso nell’esperienza pratica quando vide di prima mano la misericordia di Sri Caitanya all’opera.

[…] Come Srila Prabhupada ha parlato di Vasudeva Datta che voleva salvare tutte le anime dell’universo, così vorrei parlare di Prabhupada non con parzialità, ma basandomi sulla testimonianza della sua vita, dei suoi insegnamenti e sulla forza degli sastra:

“Un vaisnava [devoto del Signore] è così generoso che è pronto a rischiare tutto per liberare le anime condizionate dall’esistenza materiale… Era una personalità molto elevata che voleva mostrare misericordia alle anime condizionate… Era un vaisnava (para dukha dukhi) molto addolorato nel veder gli altri soffrire… La persona che compie la missione di Sri Caitanya Mahaprabhu deve essere considerata eternamente liberata. È una persona trascendentale e non appartiene a questo mondo materiale. Tale devoto che s’impegna nella liberazione totale della popolazione è magnanimo come Caitanya Mahaprabhu stesso… Tale personalità in realtà rappresenta Sri Caitanya Mahaprabhu perché ha il cuore sempre pieno di compassione per le anime condizionate.”
(C.C. Madhya 15. 163, spiegazione)

(Tratto da: Srila Prabhupada-lilamrita, Un giro del mondo)

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