VAMSI DASA BABAJI


Vamsi dasa Babaji era un siddha-mahatma, un’anima liberata. Era molto difficile capire la sua posizione elevata perché viveva in un luogo solitario sulle rive del Gange vicino a Navadvipa: ai più appariva come un inutile emarginato. I suoi unici possedimenti erano alcuni vecchi indumenti intimi.

Egli trascorreva giorno e notte immerso nel servizio delle sue amate Divinità (Radha-Gadadhara, Nitai, Radha-Krishna e Gopala) con le Quali intratteneva dolci discorsi. Per servirLe aveva alcune pentole di terracotta, due di ottone, un piatto, un bicchiere, un piccolo contenitore per l’adorazione, una conchiglia, una campanella e non possedeva nient’altro.

Al mattino presto usciva dalla sua capanna per andare ad elemosinare vegetali e fiori freschi. Verso mezzogiorno tornava e faceva una ghirlanda per ogni Divinità e poi cominciava a preparare le verdure, quindi puliva il riso controllandolo chicco per chicco. Tutto ciò avveniva lentamente perché mentre faceva queste cose era assorto nei ricordi dei divertimenti di Radha-Krishna o Gaura-Nitai e, a volte, cantava o discorreva con Loro. Riusciva a completare l’offerta solo in tarda serata. Non aveva coscienza del tempo. Per la maggior parte della notte era sveglio e parlava con le Divinità oppure cantava.

La sua adorazione alle Divinità era caratterizzata da scambi d’amore spontaneo e senza formalità. Non si sa molto della sua vita di famiglia eccetto che si sposò molto giovane, che suo figlio Haracandra accettò il sannyasi all’età di nove anni, e che si trasferì a Navadvipa intorno al 1906.

Verso la fine della vita Vamsi dasa Babaji si recò al suo paese natale, Majitpur, nel distretto Maymansinha. Portò con sé le sue Divinità e i devoti testimoni notarono che durante il viaggio non solo non mangiò e non dormì, ma addirittura non evacuò né urinò. Una volta raggiunto Majitpur si fermò in un tempio in rovina. Poi proseguì il viaggio andando a Vrindavana e a Puri. A Vrindavana si sistemò sulle rive della Yamuna e a Puri sulle rive del Narendra Sarovara. Non entrava mai nei templi pubblici. Durante questi viaggi i devoti della Gaudiya Matha, su indicazione di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati, che conosceva la sua statura spirituale, gli resero vari servizi.

Vamsi dasa Babaji Maharaja lasciò questo mondo nel 1944.