Con le sue energie spirituali Krishna può trasformare la materia in spirito. Se si mette nel fuoco una sbarra di ferro, ben presto diventerà incandescente e agirà come se fosse fuoco.

Analogamente, il cibo preparato per Krishna e offerto con amore e devozione si spiritualizza.

Questo cibo si chiama Krishna prasadam, “misericordia di Krishna”.

Mangiare prasadam è una pratica fondamentale del bhakti-yoga.

In altre forme di yoga i sensi vengono artificialmente repressi, ma chi pratica il bhakti-yoga può impegnare i sensi in una varietà di piacevoli attività spirituali, come gustare lo squisito cibo offerto a Krishna.

In questo modo i sensi gradualmente si spiritualizzano e portano il devoto a gustare un piacere trascendentale sempre crescente. Quando il devoto serve con devozione, prova una gioia spirituale di gran lunga superiore ad ogni possibile esperienza materiale.

Sri Caitanya afferma a proposito del prasadam:

“Questi cibi sono stati gustati molte volte, ma ora che sono stati preparati per Krishna e offerti a Lui con devozione, hanno acquisito un gusto straordinario e un profumo non comune. Assaggiandoli se ne può sperimentare la differenza. Oltre al gusto, anche la loro fragranza soddisfa la mente e fa dimenticare ogni altro aroma. A questo punto si capisce che il nettare spirituale delle labbra di Krishna deve aver toccato questo cibi ordinari e conferito loro tutte le qualità trascendentali.”

Mangiare soltanto cibo offerto a Krishna è la perfezione del vegetarianismo. Il fatto di essere vegetariani non è sufficiente. Se dal vegetarianismo passiamo al prasadam, ci accorgeremo che il nostro nutrimento contribuirà a farci raggiungere il fine della vita umana, risvegliando in noi la relazione originale con Dio. Nella Bhagavad-gita Krishna dichiara che se non si mangia solo cibo offerto a Lui in sacrificio, si dovrà soffrire per le reazioni del karma.


Come preparare e offrire il prasadam.