“Quando, dopo aver goduto a lungo dei piaceri paradisiaci, il frutto delle loro attività pie è stato consumato, essi tornano di nuovo su questa Terra mortale. Così le persone che si conformano ai principi dei tre Veda perché ambiscono al piacere dei sensi ottengono soltanto di nascere e morire ripetute volte.

SPIEGAZIONE

L’uomo che si eleva fino ai sistemi planetari superiori ottiene un’esistenza più lunga e maggiori possibilità di godere dei piaceri dei sensi, ma non potrà restarvi per sempre perché, esauriti i frutti dei suoi atti virtuosi, sarà rinviato sulla Terra.

L’uomo che non ha raggiunto la perfezione del sapere, cioè… non è giunto a conoscere Krishna, la Causa di tutte le cause, fallisce nel tentativo di raggiungere il fine ultimo dell’esistenza ed è preso nella trappola dell’eterno andirivieni tra i pianeti superiori e quelli inferiori, ora salendo ora scendendo come su una grande ruota.

Invece di raggiungere il mondo spirituale, da dove non si ricade più nel mondo materiale, resta prigioniero del ciclo di nascite e morti, ora sui pianeti superiori ora su quelli inferiori.

È meglio dunque entrare nel mondo spirituale per godervi di un’esistenza eterna piena di conoscenza e felicità assolute, senza il rischio di tornare nella miserabile esistenza materiale.”

(Bhagavad-gita, 9.21)