“La Bhagavad-gita è destinata alle anime condizionate che, ignare della vera vita spirituale, cercano di dominare la natura materiale.

Quest’opera si prefigge di mostrare come possono realizzare la loro natura spirituale e riscoprire l’eterna relazione che le unisce all’Essere Spirituale Supremo al fine di tornare a Dio, nella loro dimora originale…

Lo spiritualista deve orientare la sua energia in modo che tutte le sue attività convergano in Krishna, nella coscienza di Krishna…

Nessuno dovrebbe fare qualcosa che non sia in relazione a Krishna: questo è il krishna-karma. Benché sia un diritto compiere svariate attività, non si deve bramare i frutti, che vanno invece offerti al Signore.”

(Bhagavad-gita, 11.55, Spiegazione)