JIVA GOSVAMI


Jiva Gosvami (1513-1598) nacque e passò la sua infanzia a Ramakeli, in Bengala. Suo padre era Anupama, il fratello minore di Rupa e Sanatana. Egli morì l’anno successivo alla nascita di Jiva.

Quando era ancora molto piccolo, Jiva Gosvami ebbe l’opportunità di vedere Sri Caitanya Mahaprabhu, il Quale si era recato a Ramakeli per incontrare Rupa, Sanatana e Anupama. Da allora Jiva rimase sempre assorto nel ricordo di Sri Caitanya e di Krishna.

Jiva era un bambino prodigio e già in giovane età era esperto in materie come la grammatica, la poesia, la logica e l’ermeneutica. Mosso da un ardente passione per l’illuminazione spirituale, negli anni dell’adolescenza studiò approfonditamente le Scritture ed iniziò l’adorazione di Krishna e Balarama realizzando così che Essi non sono differenti da Sri Caitanya e Nityananda Prabhu.

Jiva possedeva le caratteristiche fisiche di un maha-purusa, una divinità investita di potere.

Sin dall’infanzia aveva coltivato il desiderio di visitare il luogo di nascita di Sri Caitanya e sperava di poter raggiungere i suoi zii Rupa e Sanatana che si erano da tempo stabiliti lì.

Quando finalmente riuscì a lasciare Ramakeli si diresse a Navadvipa dove incontrò Nityananda Prabhu, il Quale lo accompagnò a visitare il luogo di nascita di Sri Caitanya. Fecero visita anche a Srivasa Thakura a casa sua, che precedentemente era stato il luogo dove si erano svolti i gioiosi kirtana notturni. Srivasa poi li portò a casa di Sacidevi (la madre di Sri Caitanya) e lì incontrarono anche Visnupriya (la vedova di Sri Caitanya), Successivamente andarono al tempio di Jagannatha Misra e in questo modo visitarono le nove isole di Navadvipa.

Dopo questo pellegrinaggio nel santo dhama, Nityananda Prabhu disse a Jiva di andare a Vrindavana passando prima da Benares dove avrebbe potuto incontrare Madhusudana Vacaspati e, sotto la sua tutela, completare gli studi di sanscrito. In breve tempo Jiva divenne molto esperto in tutti gli aspetti della filosofia del Vedanta, guadagnandosi la reputazione di insigne studioso. Diventò noto come il predicatore più sistematico tra i sei Gosvami ed è stato definito il più grande filosofo di tutta la storia dell’India.

Jiva giunse a Vrindavana quando aveva vent’anni, lì fu accolto con affetto e amicizia dai grandi devoti presenti e da Rupa e Sanatana che furono felicissimi di rivedere il loro illustre nipote.

In seguito Jiva chiese a Sanatana, lo zio più anziano, di iniziarlo ma Sanatana diede a Rupa il compito di iniziare Jiva. Rupa lo mise alla prova dandogli diversi servizi umili ed essendo soddisfatto del suo servizio disinteressato lo iniziò formalmente al Vaisnavismo di Sri Caitanya.

Il più importante contributo che Jiva Gosvami diede al Vaisnavismo di Caitanya furono le suo opere letterarie. Tra i sei Gosvami, soltanto Jiva organizzò la predica in modo sistematico. Fu lui che progettò l’opera di propagazione in Bengala e in Orissa nel periodo successivo alla dipartita di Sri Caitanya (XVII secolo). A tal fine educò Srinivasa, Narottama e Syamananda nei principi fondamentali della fede vaisnava e affidò loro l’opera di predicazione e la diffusione della letteratura vaisnava nelle province orientali. Dopo la scomparsa degli altri Gosvami, Jiva diventò la guida della Gaudya-sampradaya.

Jiva Gosvmai compose e curò la pubblicazione di almeno 25 libri (non meno di 400.000 versi in sanscrito) che sono tutti considerati importanti classici del Vaisnavismo Gaudiya, dei quali il principale contributo letterario è il Sat-sandarbha, il trattato filosofico più importante nella storia del Vaisnavismo di Sri Caitanya. Con questa opera egli riuscì a realizzare gli obiettivi di Sri Caitanya e dei suoi zii Rupa e Sanatana.

Ancora oggi i filosofi occidentali stanno studiando queste opere e sono meravigliati dalla profondità della saggezza in essi contenuta.