JAYADEVA GOSVAMI


Jayadeva Gosvami apparve nel tredicesimo secolo. Suo padre era Bhojadeva e sua madre Vamadevi.

Jayadeva si dedicò alla vita spirituale già in giovane età.

Per ordine di Sri Jagannatha accettò come moglie Padmavati, la figlia di un brahmana. Jayadeva e sua moglie, la quale era un’esperta danzatrice, erano grandi devoti e adoravano Sri Krishna con una devozione esclusiva.

Quando il re del Bengala, Laksmana Sena, ascoltò degli inni scritti da Jayadeva sulle dieci incarnazioni divine o avatara di Visnu (Dasavatara-stotra), ne fu deliziato e desiderò incontrare il poeta. Appena lo vide notò che possedeva tutte le caratteristiche di una grande e potente personalità spirituale: profondamente impressionato ed attratto da Jayadeva, il re  lo invitò ad andare a vivere nel palazzo reale. Tuttavia Jayadeva, che era molto rinunciato, non era interessato allo sfarzo regale e disse al re che preferiva andare a Jagannatha Puri. Laksmana Sena  gli suggerì di accettare piuttosto la residenza nel villaggio di Champahatti, nei pressi di Navadipa: Jayadeva accettò e Laksmana Sena gli fece costruire una capanna di paglia sulle rive del Gange.

La vita di Jayadeva fu piena di eventi miracolosi.

Nel villaggio di Champahatti Jayadeva ricevette la rivelazione della visione di Sri Radha e Krishna e, in quell’occasione, ebbe anche la fortuna di vedere la straordinaria forma dorata di Sri Caitanya così come sarebbe apparsa in futuro, circa due secoli dopo. Dopo aver mostrato questa visione a Jayadeva, il Signore gli disse di andare a Jagannatha Puri.

Una volta terminata la Gita Govinda, Jayadeva visitò Vrindavana e poi, obbedendo alla volontà del  Signore, andò a Jagannatha Puri dove visse l’ultima parte della sua vita. Lì divenne il poeta di corte del re di Orissa ed introdusse la lettura quotidiana della Gita Govinda nel tempio per il piacere del Signore Jagannatha.

La Gita Govinda esprime gli intensi sentimenti di separazione che Srimati Radharani sperimentò prima della danza rasa e descrive anche i divertimenti più intimi di Radha e Krishna: nella sua introduzione Jayadeva lo anticipa e spiega che può essere adorata e servita solo da coloro che sono estremamente qualificati nella vita devozionale. Jayadeva compose questo canto e poema divino, che glorifica i divertimenti personali del Signore, per coloro che ricordano e gustano costantemente le attività di Sri Krishna nella propria mente chiedendo loro di ascoltare quest’opera con attenzione e gravità. Durante il periodo finale dei Suoi divertimenti a Jagannatha Puri, perfino il Signore Caitanya gustò profondamente l’ascolto della Gita Govinda cantata quotidianamente da Svarupa Damodara e Mukunda.

Jayadeva compose anche un altro libro intitolato Candraloka.

Jayadeva Gosvami e altri grandi acarya come Bilvamangala Thakura, Candidasa e Vidyapati vissero prima dell’avvento di Sri Caitanya Mahaprabhu, tuttavia, per la grazia di Sri Caitanya, nel loro cuore si risvegliò quel particolare stato d’animo trascendentale d’amore spontaneo per Dio che essi descrissero nelle loro opere e che fu più tardi pienamente rivelato e gustato da Sri Caitanya stesso.