ISVARA PURI


Isvara Puri, figlio di Syamasundara Acarya, apparve in una famiglia di brahmana (la classe intellettuale e sacerdotale che guida la società) nel villaggio di Kumara-hatta e fu uno dei discepoli più amati del grande acarya Madhavendra Puri.

Nell’ultimo stadio della sua vita Madhavendra Puri non poteva muoversi e così Isvara Puri, con grande affetto, gli offriva vari tipi di servizi umili, ripulendolo anche dalle feci e dall’urina. Un grande devoto come Madhavendra Puri era sempre protetto dal Signore Supremo. Tuttavia, se talvolta per volere di Krishna il guru rimane invalido, questa condizione non influenza la sua coscienza spirituale ma diventa piuttosto un’opportunità per i suoi discepoli di offrirgli un servizio personale.

Isvara Puri aiutò il suo guru a ricordare Sri Krishna al momento della morte cantando costantemente il santo nome e narrando i divertimenti di Sri Sri Radha e Krishna. Madhavendra Puri fu molto soddisfatto dell’atteggiamento umile di Isvara Puri e gli offrì le sue incondizionate benedizioni, grazie alle quali Isvara Puri ricevette il tesoro del krishna-prema, il puro amore per Dio, diventando a sua volta un oceano di amore estatico. La soddisfazione del maestro è il principio attivo dell’avanzamento spirituale del discepolo.

Isvara Puri viaggiò a lungo per vari luoghi santi e una volta, durante uno dei suoi pellegrinaggi, capitò a Navadvipa. In quel luogo e in quel periodo Nimai Pandita (Sri Caitanya), sebbene fosse Krishna stesso, giocava il ruolo di un comune studente assorto nei Suoi doveri scolastici.

Isvara Puri, anche se possedeva tutte le qualità di una persona nobile e spiritualmente elevata, entrò a Navadvipa senza che nessuno potesse capire chi fosse in realtà.

Per volere del destino giunse alla casa di Sri Advaita Acarya. Quando incontrò per la prima volta il grande Acarya, mostrò un’umiltà esemplare, che è l’ornamento di un vero vaisnava: trovando Sri Advaita impegnato a servire la Sua Divinità, si sedette pazientemente e timidamente. In virtù del suo splendore divino, un grande vaisnava non può restare nascosto ad un altro grande vaisnava. Sri Advaita Acarya iniziò a guardare ripetutamente nella direzione di Isvara Puri, finché gli chiese: “Padre! Chi sei? Ho l’impressione che tu sia un sannyasi vaisnava (un devoto di Krishna nell’ordine di rinuncia).” Benché lo fosse effettivamente, Isvara Puri si presentò dicendo umilmente: “Sono una persona  della classe più bassa venuto per vedere i Tuoi piedi di loto.”

Anche Mukunda Datta, che era lì presente, poté capire che l’uomo era un sannyasi vaisnava e quindi fece in modo di smascherarlo: con voce dolce iniziò un kirtana (il canto collettivo del santo nome) che descriveva i divertimenti di Sri Krishna. Quando Isvara Puri sentì quell’emozionante kirtana, perse la sua compostezza: immediatamente cadde al suolo sopraffatto dall’estasi e la terra sotto di lui si bagnò con le sue lacrime. I devoti presenti rimasero esterrefatti nel vedere una tale dimostrazione di emozione trascendentale e dissero: “Prima d’ora non abbiamo mai visto un vaisnava come questo.” Sri Advaita Acarya lo abbracciò con fermezza e allora tutti poterono capire che egli era Isvara Puri, il discepolo più caro di Madhavendra Puri. Alte e gioiose grida di “Hari! Hari!” si levarono in aria.

Per aver ricevuto il seme del krishna-prema da Madhavendra Puri, Isvara Puri diventò una personalità molto elevata. Il fatto stesso che Sri Caitanya Mahaprabhu, il guru dell’intero universo, lo accettò come Suo maestro spirituale dimostra senza ombra di dubbio la sua grandezza.

Prima di lasciare questo mondo in uno stato di completo assorbimento spirituale, Isvara Puri inviò due dei suoi discepoli, Govinda e Kasisvara Pandita, a servire il Signore a Puri.