A

Acarya (colui che insegna con l’esempio): maestro spirituale autenticamente qualificato. Deve appartenere ad una successione spirituale che risale a Dio, la Persona Suprema, e trasmettere, senza alterarlo, il Suo messaggio originale. Egli mostra a tutti come seguire la via del Signore, Sri Krishna, e la sua vita è l’esempio stesso del suo insegnamento.

Anima: infinitesimale particella d’energia, parte integrante di Dio, l’anima costituisce l’essere in sé. È differente dal corpo materiale in cui è situata ed è l’origine della coscienza.
Come l’Essere Supremo, l’anima ha un’individualità propria ed una forma eterna, piena di conoscenza e felicità. Rimane tuttavia distinta da Dio e non Lo eguaglia mai, poiché possiede i Suoi attributi solo in minima quantità. Costituisce l’energia marginale di Dio perché può tendere sia verso l’energia materiale sia verso l’energia spirituale. È designata anche con i nomi di “essere vivente” (atma), “anima individuale” (jivatma), o “anima infinitesimale” (anu-atma), secondo l’aspetto che si desidera sottolineare.

Anima Suprema: vedi paramatma.

Asrama: ciascuna delle quattro tappe della vita spirituale (vedi brahmacarya, grhastha, vanaprastha e sannyasa) che permettono all’uomo di realizzare pienamente la sua identità spirituale prima di lasciare il corpo; luogo dove si pratica la ricerca della realizzazione spirituale.

Astanga-yoga: metodo di yoga prescritto da Patanjali diviso in otto fasi (yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana e samadhi) che permette di raggiungere la realizzazione del Paramatma.

Asura: chiunque non applichi gli insegnamenti delle Scritture e abbia come unico scopo quello di godere sempre più dei piaceri di questo mondo (una tale personalità più si attacca alla materia, più tende ad essere demoniaco e più nega l’esistenza di Dio, la Persona Suprema); mostro malvagio, come ne esistevano sulla Terra all’epoca in cui Krishna apparve.

Avatara: Dio, una delle Sue emanazioni plenarie o uno dei Suoi rappresentanti, “disceso” dal mondo spirituale nell’universo materiale per ristabilire i principi della religione.

B

Bhakta, bhakti yogi, santa o vaisnava: spiritualista dell’ordine più elevato (vedi yogi 1), adepto del bhakti-yoga, devoto del Signore Supremo. È attratto dall’aspetto personale, supremo, della Verità Assoluta.

Bhagavan: Colui che possiede pienamente le sei perfezioni: bellezza, richezza, fama, potenza, saggezza e rinuncia. Questo nome designa la Verità Assoluta nel Suo aspetto ultimo, Dio, la Persona Suprema (vedi Brahman 2 e Paramatma).

Bhakti-yoga (buddhi-yoga, karma-yoga o brahma-yoga, il servizio di devozione): la via della bhakti, dell’amore per Dio, nel suo stato puro, senza la minima ombra di azione interessata (karma) o di speculazione filosofica (jnana). Costituisce la tappa finale dello yoga e si pratica con l’abbandono di sé a Dio, Sri Krsna, attraverso le nove attività devozionali e sotto la guida di un maestro spirituale.

Brahmacari:

1) colui che vive secondo le norme del brahmacarya (vedi brahmacarya);

2) uomo sposato che osserva le norme vediche della vita coniugale.

Brahmacarya: prima tappa della vita spirituale (vedi asrama); periodo di celibato, di continenza e di studi sotto la guida di un maestro spirituale qualificato.

Brahman:

1) Brahman o ananta-brahman (vedi Param Brahman);

2) Brahman o brahmajyoti: radiosità emanante dal corpo trascendentale di Sri Krishna (Bhagavan). Rappresenta l’aspetto impersonale della Verità Assoluta (vedi Bhagavan e Paramatma).

Brahmana o brahma-jana: saggi ed eruditi che guidano la società. Il loro gruppo costituisce uno dei quattro varna (vedi varna).

Brahmavadi: spiritualista di terza classe (vedi yogi 1) attaccato all’aspetto Brahman della Verità Assoluta.

Buddhi-yoga: via dello sviluppo della conoscenza spirituale mediante l’intelligenza, cioè ossia via dell’azione nella coscienza di Krishna; altro nome del bhakti-yoga.

C

Coscienza di Krishna:

1) il fatto di essere coscienti di Krishna, di conoscerLo, di meditare su di Lui, di agire per Lui, di diffondere le Sue glorie e cosi via;

2) società dove si è coscienti di Krishna. La sua manifestazione più immediata è il Movimento per la Coscienza di Krishna.

D

Deva:

1) essere virtuoso, servitore di Dio;

2) abitante dei pianeti celesti a cui il Signore ha dato il potere di governare un settore della creazione universale, chi il sole, chi le piogge, chi il fuoco… e di provvedere così alle necessità di tutti gli esseri.

Dharma:

1) “religione”, funzione naturale ed eterna dell’essere individuale che consiste nel seguire le leggi stabilite da Dio e nel servirLo con amore e devozione;

2) altro nome dei differenti doveri religiosi, sociali, familiari (sva-dharma) dell’uomo;

3) qualità inerente ad un certo oggetto.

E

Ego materiale o falso ego (ahahkara): l’illusione di essere il maestro assoluto, il proprietario supremo e il beneficiario legittimo di tutti i piaceri del mondo. L’anima individuale s’identifica così col corpo materiale di cui è rivestita e con tutto ciò che lo riguarda (aspetto, nazionalità, razza, famiglia, fede religiosa, piaceri e sofferenze). È all’origine del condizionamento materiale.

Ekadasi: giorno sacro che giunge due volte al mese (l’undicesimo giorno della luna crescente e della luna calante) durante il quale le Scritture raccomandano tra l’altro di digiunare (o almeno astenersi dal mangiare qualsiasi cereale o leguminosa) e di ridurre al minimo le cure destinate al corpo per dedicare più tempo possibile all’ascolto e al canto delle glorie del Signore.

G

Gopi: giovani contadinelle, amiche di Krishna a Vrindavana. Grazie al loro puro amore per Lui, rappresentano la più alta devozione al Signore.

Gosvami, o svami:

1) colui che controlla perfettamente i sensi e la mente, contrario di godasa (scritto con la maiuscola è usato talvolta come titolo che accompagna il nome di saggi e acarya);

2) ciascuno dei sei grandi saggi di Vrindavana, intimi discepoli di Caitanya Mahaprabhu (Rupa Gosvami, Sanatana Gosvami, Raghu-natha Bhatta Gosvami, Jiva Gosvami, Gopala Bhatta Gosvami e Raghunatha Dasa Gosvami). Contribuirono a continuare la missione di Sri Caitanya ed elaborarono il Suo insegnamento in numerosi scritti sulla scienza del servizio di devozione.

Grhastha:

1) seconda tappa della vita spirituale (vedi asrama 1). Periodo di vita familiare e sociale in conformità con le Scritture;

2) colui che vive secondo le norme di questo asrama.

Guna o influenze della natura materiale: sono tre, sattva-guna (virtù), rajo-guna (passione) e tamo-guna (ignoranza). Si tratta delle diverse influenze che l’energia materiale illusoria esercita sugli esseri e sulle cose che determinano, tra l’altro, il modo di essere, di pensare e di agire dell’anima che condizionano. È per la loro interazione che avviene la creazione, il mantenimento e la distruzione dell’universo (vedi virtù, passione e ignoranza). Il termine significa anche “corda”.

Guru: vedi maestro spirituale.

I

Ignoranza (tamo guna): uno dei tre guna o influenze della natura materiale. La sua influenza comporta illusione, confusione, ozio e uso di sostanze tossiche.

Impersonalista:

1) altro nome per mayavadi;

2) fautore del monismo;

3) colui che vede la Verità Assoluta solo nelle Sue energie, realizzando quindi solo il Suo aspetto impersonale.

Isvara (letteralmente “colui che controlla”):

1) Krishna, il Controllore Assoluto, il Signore Supremo;

2) gli esseri celesti, che controllano i diversi settori dell’amministrazione dell’universo;

3) l’essere individuale, maestro del proprio corpo.

J

Japa:

1) recitazione individuale dei santi nomi di Dio, generalmente con l’aiuto di un japa-mala;

2) primo stadio della logica.

Jnana (letteralmente “conoscenza”):

1) sapere spirituale, o conoscenza che permette di distinguere tra il corpo materiale e l’anima spirituale;

2) ricerca della Verità sul piano filosofico;

3) conoscenza materiale, limitata ai ventiquattro elementi della natura.

Jnana-yoga: sentiero della conoscenza. Colui che intraprende questa via (il jnani) si sforza di raggiungere la perfezione spirituale coltivando la conoscenza con lo studio delle Scritture e la speculazione filosofica. Permette di arrivare alla realizzazione del Brahman impersonale.

K

Kali-yuga: età (yuga) di lotta e d’ipocrisia. Ultima di un ciclo di quattro ere (maha-yuga), dura 432000 anni (quella in cui viviamo è cominciata da 5000 anni). È caratterizzata dalla progressiva scomparsa dei principi della religione e dall’interesse rivolto esclusivamente verso il benessere materiale.

Karma:

1) legge della natura secondo cui ogni azione materiale, buona o cattiva, comporta una conseguenza che lega ancora più il suo autore all’esistenza condizionata e al ciclo di nascite e morti;

2) ogni atto conforme alle regole del karma-kanda (vedi karma-kanda 1);

3) l’azione nel suo significato più generale;

4) le conseguenze dell’azione.

Karma-yoga:

1) l’azione nella coscienza di Krishna, altro nome del bhakti-yoga;

2) uno dei primi gradini della scala dello yoga. Aiuta il suo adepto a liberarsi progressivamente da ogni contaminazione materiale insegnandogli a purificare le sue attività.

Karma-kanda:

1) parte dei Veda che tratta dei modi d’azione prescritti per ottenere diversi piaceri materiali;

2) sacrificio compiuto per raccoglierne frutti materiali precisi.

Karmi:

1) materialista, colui che con le sue azioni cerca solo di ottenere il piacere dei sensi e così facendo non fa altro che legarsi sempre più al ciclo di nascite e morti;

2) karma-yogi, adepto del karma-yoga (vedi karma-yoga 2).

Kirtana:

1) glorificazione del Signore, una delle nove attività spirituali del servizio di devozione;

2) canto collettivo dei santi nomi e delle glorie di Dio, generalmente accompagnato da strumenti musicali (vedi sankirtana).

Ksatriya: amministratori e guerrieri, protettori della società. Il loro gruppo costituisce uno dei quattro varna (vedi varna).

M

Mahabharata: detto anche “il quinto Veda”. Poema vedico che narra la storia di Bharatavarsa, l’impero della terra fino a 5000 anni fa. La Bhagavad-gita ne fa parte.

Mahatma (letteralmente “grande anima”): colui che comprende nel più profondo di sé stesso che Krishna è tutto e si abbandona quindi a Lui dedicandosi completamente al servizio di devozione. È il più grande dei vedantisti.

Mahat-tattva o maha-brahman: l’aggregato dei ventiquattro elementi della natura materiale.

Mantra (da mana: mente, e traya: liberazione): vibrazione sonora spirituale che ha l’effetto di liberare l’essere, purificando la mente dalle sue contaminazioni, cioè dalle sue tendenze materiali.

Maya (letteralmente “ciò che non è”, l’illusione): energia illusoria del Signore. Sotto il suo influsso, l’anima condizionata crede di essere il controllore della creazione, la proprietaria e la beneficiaria suprema. Identificandosi con l’energia materiale, cioè con il corpo (i sensi), con la mente e con l’intelligenza materiale, l’anima dimentica la relazione eterna che la unisce a Dio e, condizionata da questa energia, si dedica alla ricerca dei piaceri di questo mondo e s’incatena sempre più al ciclo di nascite e morti.

Mayavada: scuola filosofica alla quale appartengono i mayavadi.

Mayavadi: si raggruppano sotto questo titolo i fautori di numerose filosofie, tutte riconducibili a due grandi categorie ossia l’impersonalismo, o sankarismo, che predica l’identificazione col Brahman, e il nichilismo, conosciuto anche come “filosofia del vuoto”, simile al Buddismo, che nega l’esistenza dell’anima e di Dio. Ma con questo nome si designano più generalmente coloro che considerano la Verità Assoluta priva di forma, di personalità, d’intelligenza e di sensi, e rifiutano dunque l’esistenza di Dio come Persona Suprema, oppure credono che la forma e gli atti del Signore siano soggetti all’influsso di maya, l’energia materiale illusoria.

Mukti: la liberazione. Con questa parola s’intende generalmente la possibilità di sfuggire alle rigide leggi della natura materiale (nascita, malattia, vecchiaia e morte). Per i mayavadi rappresenta invece l’identificazione col Brahman allo scopo di annientare l’ego per diventare Uno con l’Assoluto (sotto questa forma, tuttavia, la liberazione non può essere che artificiale). La liberazione finale consiste nel ritrovare il legame personale che ci unisce eternamente all’Assoluto, a Dio, Sri Krishna.

Murti, arca-vigraha, arca-murti o forma arca: manifestazione della forma personale di Dio mediante determinati materiali, come si trova nei templi. Krishna, Creatore e Signore di tutti gli elementi materiali, appare sotto questa forma (che dev’essere installata da un maestro spirituale qualificato) per permettere a coloro che non hanno ancora i sensi completamente purificati da ogni contaminazione materiale di contemplarLo e servirLo.

N

Nirvana: stato che mette fine all’esistenza materiale e che precede l’attività spirituale, devozionale.

O

Om, aum, omkara o pranava: vibrazione sonora che rappresenta la Verità Assoluta, Sri Krishna. È contenuta nel mantra Hare Krsna.

P

Paramatma o vibhu-atma (l’Anima Suprema): emanazione plenaria di Krishna (Bhagavan) che vive nel cuore di ogni essere e in ogni atomo della creazione materiale.

Costituisce l’aspetto “localizzato”, onnipresente della Verita Assoluta e rappresenta il grado intermedio della realizzazione dell’Assoluto (vedi Bhagavan e Brahman 2).

Paramatmavadi: spiritualista di secondo ordine (vedi yogi 1) attaccato all’aspetto Paramatma della Verità Assoluta.

Param Brahman, param brahma, para-brahman o ananta-brahman: il Brahman Supremo, cioè Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna.

Parampara:

1) successione dei maestri spirituali, catena di maestri che hanno trasmesso, senza alterarlo, l’insegnamento originale del Signore fino ai giorni nostri;

2) si dice che una guida spirituale, uno scritto, un insegnamento o una conoscenza sono parampara quando concordano con i Testi sacri e i maestri di una successione spirituale autentica, che risale al Signore Supremo, fonte del sapere.

Passione (rajo guna): uno dei tre guna o influenze della natura materiale. Sotto il suo influsso si sviluppa avidità, un grande attaccamento alle cose materiali, desideri incontrollabili e aspirazioni ardenti. Colui che subisce il suo influsso è sempre insoddisfatto, cerca continuamente di migliorare la sua condizione materiale e di godere sempre più dei frutti del suo lavoro.

Prakrti:

1) la natura materiale (apara-prakrti);

2) le anime individuali (para-prakrti).

Pranayama: quarta delle otto tappe dell’astanga-yoga. Consiste nel controllo del soffio vitale con diversi esercizi.

Prasada (letteralmente “grazia, misericordia”): generalmente cibo offerto dapprima al Signore. Krishna accetta il cibo offertoGli con amore e devozione, lo consacra e gli dà il potere di purificare chi ne condivide i resti. Questo cibo non è differente da Krishna stesso. Si può anche indicare con questo termine ogni manifestazione della grazia del Signore.

Purusa (letteralmente “principio maschile”):

1) attributo di Krishna, il “Beneficiario Supremo”;

2) attributo dell’essere incarnato, come che indica colui che gode della materia. Designa anche la Verità Assoluta in quanto Essa possiede, nella Sua forma ultima, un aspetto personale.

S

Sac-cid-ananda (da sat: eternità, cit: conoscenza e ananda: felicità): qualità proprie della forma (vigraha) trascendentale del Signore Supremo, ma anche della forma originale delle anime individuali, che partecipano della Sua natura e, infine, caratteristiche dell’esistenza spirituale in sé.

Sadhu (letteralmente “saggio, uomo santo”): con questo nome si designa colui che essendosi interamente votato al servizio del Signore Supremo, Sri Krishna, dà prova della più grande saggezza e della più grande santità.

Samadhi (lettermente “concentrazione della mente”):

1) stato di perfetta estasi raggiunta con l’assorbimento totale nella coscienza di Krishna;

2) ultima delle otto tappe dell’astanga-yoga, che corrisponde alla realizzazione spirituale.

Sanatana-dharma o bhagavata-dharma: la religione universale e assoluta, il dovere eterno di ogni essere che consiste nel servire Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna, con amore e devozione. Altro nome per indicare il varnasrama-dharma.

Sankhya: sistema filosofico insegnato dall’avatara Kapila e che deriva dallo studio analitico dell’anima spirituale concepita come distinta dai ventiquattro elementi della natura materiale.

Sankhya-yoga: via dell’approfondimento del sé spirituale come distinto dal corpo di materia. Conduce l’uomo al bhakti-yoga, dove può impegnarsi nelle attività spirituali che gli sono proprie.

Sankirtana: ogni attività che mira a diffondere le glorie di Dio per il beneficio di tutti. La sua principale manifestazione consiste nel canto pubblico dei santi nomi del Signore, sempre accompagnato dalle danze e dalla distribuzione di prasada (vedi prasada). Le Scritture vediche lo considerano come l’unico metodo in grado di frenare le influenze degradanti dell’età di Kali.

Sannyasa:

1) rinuncia ai frutti dell’azione nell’adempimento del dovere;

2) quarta e ultima tappa della vita spirituale (vedi asrama). Rinuncia totale alla vita familiare e sociale con lo scopo di controllare perfettamente i sensi e la mente e impegnarsi pienamente nel servizio a Krishna.

Sannyasi:

1) il devoto di Krsna, che rinuncia a tutto per servire il Signore;

2) colui che vive secondo le norme del sannyasa (vedi sannyasa).

Sastra: vedi Scritture rivelate.

Scritture rivelate o Scritture (sastra): si riferisce alle Scritture vediche in generale (sruti) o a qualsiasi altro scritto con autorità in materia di scienza spirituale (smrti), cioè in grado di spiegare in modo parampara (vedi parampara 2) la natura della Verità Assoluta (l’Essere Supremo), dell’anima individuale e del legame eterno che le unisce.

Smrti o smrti-sastra: l’insieme delle Scritture rivelate composte da anime liberate che scrivevano per ispirazione divina. Hanno un’importanza uguale alla sruti (vedi Scritture rivelate).

Sruti:

1) l’insieme delle Scritture rivelate che vengono direttamente da Dio, contrario di smrti (vedi Scritture rivelate);

2) attributo della conoscenza vedica, che dev’essere ricevuta per via orale.

T

Tulasi: grande devota di Krishna che assume la forma di una pianta. È molto cara a Krishna e le sue foglie vengono offerte esclusivamente ai piedi di loto del Signore.

V

Vaikuntha (da vai: esente da, e kuntha: angoscia): il regno spirituale, dove tutto è sac-cid-ananda, pieno di eternità, conoscenza e felicità.

Vaikunthaloka (da Vaikuntha e loka: pianeti): pianeti eterni situati nel regno di Vaikuntha, il mondo spirituale. Krishna regna su ognuno di essi nella Sua forma di Narayana.

Vaisnava: colui che dedica la sua vita a Visnu, o Krishna, il Signore Supremo; altro nome per indicare un bhakta.

Vanaprastha:

1) terza tappa della vita spirituale (vedi asrama). Periodo di pellegrinaggio in vari luoghi sacri per distaccarsi dalla vita materiale e sociale e prepararsi al sannyasa;

2) colui che vive secondo le norme di questi asrama.

Varna: ognuna delle quattro divisioni della società secondo le funzioni naturali che vi svolgono i suoi membri (vedi brahmana, ksatriya, vaisya e sudra). L’equilibrio e l’armonia nella società dipendono dal rispetto di queste quattro divisioni universali (vedi varnasrama).

Varnasrama, varnasrama-dharma o sanatana-dharma: istituzione vedica che rispetta la divisione naturale della società in quattro varna e quattro asrama (vedi varna e asrama). Fu costituita da Krishna stesso allo scopo di soddisfare tutti i bisogni materiali e spirituali dell’uomo.

Virtù (sattva guna): uno dei tre guna o influenze della natura materiale. Il suo influsso comporta conoscenza, felicità, purezza, controllo dei sensi, serenità, umiltà, modestia e moderazione.

Veda:

1) il Veda originale, diviso in quattro parti (Rik, Yajus, Sama e Atharva);

2) altro nome delle Scritture vediche considerate nel loro insieme.

Vrindavana, Vrindavana-dhama, Vrajabhumi o Vraja-dhama: villaggio dell’India dove Krishna rivelò i Suoi divertimenti trascendentali in compagnia dei Suoi puri devoti 5000 anni fa. Non c’è differenza tra questo luogo terreno e Goloka Vrindavana, nel mondo spirituale, ma tale visione è accessibile solo a colui che si è purificato con il servizio di devozione.

Vyasadeva: avatara che compilò tutte le Scritture vediche. È uno dei sette principali filosofi dell’India e il più grande filosofo di tutti i tempi.

Y

Yoga (letteralmente “unione con l’Assoluto, Dio”):

1) ogni metodo che permette di controllare la mente e i sensi e di unire l’essere individuale all’Essere Supremo, Sri Krishna;

2) altro nome dell’astanga-yoga e dei suoi numerosi derivati.

Yogi:

1) spiritualista di primo, secondo e terz’ordine, che corrispondono rispettivamente al bhakta, allo yogi (vedi Yogi 2), e al jnani o, secondo un’altra classificazione, al bhakta, al paramatmavadi e al brahmavadi;

2) spiritualista di second’ordine, adepto dell’astanga-yoga o di uno dei suoi derivati;

3) adepto dello yoga, in un senso più generale;

4) nome di Krishna, lo “Yogi Supremo”.