“Dio, la Persona Suprema, disse: Chi è distaccato dal frutto del suo lavoro e ottempera ai suoi obblighi è situato nell’ordine di rinuncia ed è il vero mistico, non chi non accende il fuoco e non compie il proprio dovere.

SPIEGAZIONE

… Tutti agiscono in questo mondo per provvedere ai bisogni della famiglia o per proteggere i propri beni, sempre con un interesse personale, col desiderio di profitto per sé o per altri. L’ideale sarebbe invece agire nella coscienza di Krishna e non cercare di godere dei frutti delle proprie azioni.

Agire in questo modo è il dovere di ognuno, perché tutti facciamo parte integrante di Dio. Come un organo non funziona per se stesso, ma per il corpo intero, l’individuo deve agire per la soddisfazione del Tutto completo, non per la propria…

Il Signore, Sri Caitanya, personificazione stessa della rinuncia, pregava con queste parole: ‘O Signore onnipotente, non desidero accumulare ricchezze o godere di belle donne e non cerco neppure numerosi discepoli. L’unica benedizione a cui aspiro è poterTi servire con amore e devozione vita dopo vita.’”

(Bhagavad-gita, 6.1)